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Imprese in vetrina

I liutai e Cna hanno affisso una targa commemorativa in Via Santo Stefano 13 dove Fiorini nel 1885 aveva aperto la suo primo esercizio autonomo

Bologna ricorda il liutaio Giuseppe Fiorini che ha salvato la bottega Stradivari

“Abilità e generosità, ecco le doti del liutaio Giuseppe Fiorini”. Intervista a Roberto Fiorini, discendente della famiglia Fiorini.
“Una targa per ricordare un grande liutaio, Giuseppe Fiorini”. Intervista al liutaio bolognese Roberto Regazzi.
“Grazie a Giuseppe Fiorini salvato e donato un tesoro di Stradivari”. Intervista a Virginia Villa, Direttore generale della Fondazione Museo del Violino Stradivari di Cremona

Una targa per ricordare il maestro liutaio Giuseppe Fiorini per le sue opere, per la sua dedizione e per la passione con cui ha tramandato alle generazioni successive il mestiere della liuteria. Il 28 settembre esattamente a 155 anni dalla nascita del maestro, i liutai e Cna Bologna si sono ritrovati in Via Santo Stefano 13, per affiggere una targa commemorativa dedicata al liutaio bolognese, lì dove nel 1885 aveva aperto il suo primo negozio in autonomia dal padre Raffaele.

Giuseppe Fiorini era figlio d’arte. Nato nel 1861 a Bazzano, dopo un apprendistato modello presso la bottega del padre Raffaele in Palazzo Pepoli, a sua volta grande liutaio, considerato il fautore della rinascita della liuteria in Italia e maestro di altri valenti artisti che hanno permesso a Bologna di far giungere prestigiosa l’antica Arte Liutaria fino ai giorni nostri, Giuseppe Fiorini aprì un suo proprio luogo di lavoro a Bologna nel 1885. La sua intelligenza acuta e il bisogno di spazi meno ristretti lo portarono poi a trasferirsi a Monaco di Baviera nel periodo in cui questa città era un grande fiorire di fermenti artistici. Acquistò con grandi sacrifici da una famiglia nobile piemontese, per una cifra considerevole, tutti gli attrezzi, i disegni, i modelli e le forme che il liutaio Antonio Stradivari aveva usato in vita per costruire i suoi celebrati capolavori. Fu Cremona ad accettare la sua donazione nel 1930, quattro anni prima che Fiorini si spegnesse in silenzio a Monaco di Baviera. La grandezza di questo illustre e colto artigiano bolognese fu dunque anche quella di avere messo generosamente il tesoro stradivariano a disposizione delle generazioni di liutai che si cimentano nella costruzione del violino a regola d’arte.

La targa è stata affissa a lato del locale che vide questi esordi, ove oggi (e da quasi 100 anni) svolge la sua attività il barbiere che fu anche di Claudio Abbado. La targa è stata posizionata alla presenza di Claudio Pazzaglia, Responsabile Area Economica Cna Bologna; del prof. Roberto Fiorini, discendente della famiglia Fiorini; del maestro liutaio Roberto Regazzi; di Virginia Villa, Direttore generale della Fondazione Museo del Violino Antonio Stradivari di Cremona, ovvero il Museo che ricevette il prezioso dono di Giuseppe Fiorini.

Dopo il posizionamento della targa c’è stata anche l’occasione e la rara opportunità di poter ascoltare un duetto di due violini costruiti da Giuseppe Fiorini nel suo periodo più maturo: quello del 1918 di proprietà del Comune di Medicina, donato da Ansaldo Poggi nel 1981 alla sua città natale, ed uno realizzato nel 1924 già appartenuto alla Collezione Versari.

La performance musicale ha visto protagonisti Oleksandr Semchuk e Christian Saccon che hanno eseguito musiche di Charles Auguste de Bériot: Duo Concertante N. 1 Op. 57 in sol minore.

La tradizione della liuteria è antichissima e di molto prestigio per la città di Bologna. Verso la fine dell'800 la liuteria a Bologna era già un'arte praticata con successo da molti anni, ma per motivi sociopolitici ed economici nel '700 aveva avuto una battuta di arresto a cavallo del secolo XIX, come del resto avvenne contemporaneamente in tutta la penisola. Fu Raffaele Fiorini (Musiano di Pianoro 1828 - Bologna 1898), a recuperare con genio e passione nella nostra città le radici di questo antico splendore e a proiettare con i suoi allievi la rinnovata tradizione fino ai giorni nostri. Il figlio Giuseppe (Bazzano 1861 - Monaco di Baviera 1934), poi, ebbe l'onore aggiuntivo di aver colto l'urgenza che la tradizione stradivariana non andasse dispersa e, pur avendo dovuto operare all'estero per gran parte della sua vita (Monaco e Zurigo), si adoprò con grande impegno durante tutto il corso della sua esistenza affinché questa Cultura rimanesse patrimonio attivo dell'Italia. I Fiorini vanno per questo considerati gli artefici della rinascita di quest'arte nel nostro Paese e sono simbolo mondiale per eccellenza della Liuteria moderna di alta qualità.

L’iniziativa della targa dedicata a Fiorini si inserisce nell’impegno profuso in questi anni per dare valore alla liuteria bolognese. Il Comitato Celebrativo per i 150 anni dalla nascita di Giuseppe Fiorini nel 2011 tra le varie manifestazioni che ebbero luogo tra Bologna, Bazzano e Cremona, pensò anche ad una targa commemorativa nel luogo che vide gli albori dell'attività del grande liutaio in autonomia dal padre Raffaele. Per offrire un aperitivo musicale e questo piccolo regalo di compleanno ad uno tra i più illustri cittadini che hanno contribuito alla fama di Bologna come “Città della Musica” nel mondo.

La Cna di Bologna da sempre si è impegnata per salvaguardare le migliori tradizioni della liuteria bolognese, minacciata oltre che da ripetute crisi del settore, anche dalla difficoltà del ricambio generazionale e dal rischio di perdere un inestimabile patrimonio di tecniche, conoscenze e professioni. Attualmente sono una ventina i laboratori di liuteria attivi nella provincia di Bologna.